Difesa personale
Krav Maga
Ikmi organizza regolarmente dei corsi di formazione Istruttori di Krav Maga – Queste formazioni sono composte da una parte teorica e da una parte tecnica.
REQUISITI DI AMMISSIONE AL CORSO DI FORMAZIONE ISTRUTTORI DI KRAV MAGA IKMI
– Aver compiuto 18 Anni di età.
– aver seguito tutto il percorso da I° al V° Livello Atleti. Minimo 4 Anni di pratica regolare con Istruttore e programmi Ikmi.
– aver il casellario giudiziario nullo ovvero non aver riportato condanne penali passate in giudicato fatto salvo il caso di riabilitazione.
REQUISITI DI AMMISSIONE AL CORSO DI FORMAZIONE ISTRUTTORI DI KRAV MAGA IKMI – I° LIVELLO
– Aver compiuto i 18Anni di età
– Essere Assistente Istruttore Ikmi da almeno 1 Anno;
– gli Istruttori provenienti da altre organizzazioni che attestino almeno due anni d’insegnamento di krav maga, previo superamento esame di ammissione che comprende le tecniche dei cinque livelli atleti;
– cinture nere di altre discipline marziali, provvisti di regolare diploma e tesseramento in corso di validità rilasciati dalla federazione di riferimento, e che abbiano seguito un corso di almeno un anno di Krav Maga con Istruttore Ikmi che li prepari all’esame di ammissione.
Inoltre al fine di approfondire i vari argomenti (Knife – Baton – Kapap ecc.) Ikmi propone dei corsi di specializzazione riservati ai propri istruttori. Naturalmente a questi corsi fanno seguito durante l’anno degli approfondimenti sotto forma di stage specialistici, che andranno a completare la formazione iniziale. Finalizzato alla formazione di insegnanti di Krav-Maga riconosciuti dall’International Krav Maga Institute il CORSO ISTRUTTORI consente, previo superamento dell’esame finale, di conseguire relativo diploma Ikmi e diploma Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal Coni.
Kapap
Le tecniche del Kapap, per anni rimaste segrete e riservate ai soli militari delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), sono concepite, sviluppate e finalizzate alla sopravvivenza.
Concepito precedentemente al Krav-Maga a cui tuttavia deve molti dei suoi sviluppi, Kapap pur condividendo con Krav-Maga il principio che: nessuno è autorizzato a infierire in maniera violenta senza incorrere in reazioni, si differenzia dallo stesso per ambiti di applicazione.
Se il Krav-Maga risponde con immediatezza e colpi indirizzati a punti sensibili finalizzati a infliggere in prima istanza il dolore necessario ad agevolare l’esecuzione della tecnica ed in seconda istanza ad allontanarsi in sicurezza, le tecniche del Kapap sono finalizzate a procurare: knock-out (K.O.), lacerazioni, fratture, danni irreversibili, reazioni considerate eccesso di legittima difesa in normali colluttazioni di strada.
Le tecniche del Kapap come quelle del Krav-Maga, come le conosciamo oggi, sono il risultato di un continuo processo di sperimentazioni, adattamenti e correzioni effettuate in situazioni reali e testate sul campo.
Esistono due motivi per combattere: il proprio Ego o la propria Vita. Kapap è finalizzato alla salvaguardia della propria esistenza. Il corso IKMI Kapap è teso a impartire le conoscenze atte a salvaguardare la propria incolumità attraverso lo sviluppo delle capacità offensive.
Il corso di Kapap è indicato per coloro che per inquadramento operativo si trovano ad agire in ambienti ostili e ad alto rischio e quindi necessitano di una formazione superiore nell’ambito del combattimento corpo a corpo.
Il corso è strutturato per fornire sia tecniche offensive che strumenti difensivi, studiati attraverso l’analisi e la simulazione degli aspetti pratici di combattimento in situazioni dove si sia impossibilitati a effettuare interventi con armi da fuoco.
Il corso di Kapap è finalizzato a impartire le conoscenze atte a sviluppare ed ampliare le competenze e la preparazione tecniche e psicologiche atte a intervenire in modo adeguato a fronte di pericoli, minacce e aggressioni, in ambienti ostili, circostanze complesse ed elevati livelli di stress.
Ground Combat
L’obiettivo del corso di “Ground Defense” non è imparare a combattere a terra, ma difendersi quando ci si viene a trovare in una posizione di difficoltà a terra.
Se è vero che nel Krav-Maga non possiamo ignorare le tecniche di combattimento a terra è altrettanto vero che lo scopo del Krav-Maga non è di combattere a terra.
Il Krav-Maga non è uno sport di combattimento tradizionale, nel senso in cui non ci sono regole prestabilite, né tempi morti con dei round, né arbitri per fermare il combattimento o per salvaguardare un avversario ferito.
L’aggressione è per sua natura inattesa, senza regole, e quando, dal punto di vista dell’aggressore, si è in una situazione d’inferiorità, sia fisica sia numerica, questa può portare a gravi effetti psicologici o fisici.
Non alleniamo per un combattimento sportivo in cui bisogna segnare dei punti, ma per un combattimento in cui si deve lottare per la propria incolumità o quella di una terza persona.
Naturalmente è meglio evitare di andare a terra, perché la mobilità ne sarebbe ridotta e sarebbe molto più difficile fuggire rapidamente se l’aggressore fosse armato o se intervenissero dei complici.
Tuttavia, sarebbe inconcepibile ignorare la difesa a terra, poiché una caduta può sempre succedere in un combattimento da strada e anche l’aggressore potrebbe cercare di portarvi a terra.
In queste situazioni, è essenziale saper svincolarsi rapidamente, riprendere l’iniziativa sull’aggressore e conoscere delle soluzioni di difesa efficaci.
Le tecniche presenti in alcuni sport come il Grappling, il Jiu Jitsu Brasiliano o il Judo sono essenziali per vincere un avversario a terra. Tuttavia non sono complete poiché limitate dal regolamento arbitrale che non può permettere tecniche o azioni pericolose per l’incolumità degli avversari.
Nel Krav-Maga, inoltre, è necessario conoscere la difesa a terra contro aggressori armati di oggetti offensivi.
Pertanto è importante conoscere la difesa da questo tipo di aggressione che contempli la finalità principale, svincolarsi velocemente e alzarsi il più rapidamente possibile, o per scappare o per affrontare lo stesso avversario o un suo complice in piedi.
Alla luce di quanto sopra, è essenziale avere delle basi di combattimento a terra. Non per realizzare dei punti di sottomissione come delle leve o degli strangolamenti, che restano temibili quando se ne ha una buona padronanza, ma soprattutto per potersi svincolare rapidamente e permettere di rialzarsi il più velocemente possibile.
Tecniche d’intervento in ambienti stretti – Bus, Treno, Aereo…
Il corso di formazione in tecniche di difesa personale in ambienti ristretti si articola in tre specifici insiemi l’uno propedeutico all’altro:
– Principi psicologici relativi alla gestione delle minacce e aggressioni;
– Norme giuridiche di riferimento legate alla difesa personale propria e di terze persone;
– Esercitazioni pratiche sulle tecniche di base specifiche per la difesa e il controllo contro minacce e aggressioni in ambienti ristretti.
La formazione ha l’obiettivo di far acquisire quelle competenze minime ma indispensabili per intervenire ed agire in modo adeguato in ambienti ristretti di fronte a pericoli e minacce, cercando ancor prima di reagire fisicamente, di essere in grado di gestire in modo proattivo e assertivo la crisi.
– Capacità di prevenire, evitare, gestire, in modo consapevole e con adeguata preparazione una disputa, una minaccia, una aggressione.
Obiettivo – Difendere se stessi o persone che da noi dipendono mantenendo la nostra e la loro incolumità.-
– Chiamare le forze di polizia appena possibile. L’utilizzo della difesa personale è l’ultimo mezzo. Extrema ratio. Reprimere un momento di rabbia può salvarci da una vita di dolore.
Non esiste una vera mentalità da difesa personale se non abbiamo la
CONSAPEVOLEZZA DELLA SITUAZIONE. Col. Jeff Cooper.
