La Storia e la Visione dell’INTERNATIONAL KRAV MAGA INSTITUTE

Di Octavio Valle Heras – International Expert – Istruttore Anti-terrorismo – Bilbao
Il Krav Maga occupa oggi uno spazio proprio all’interno del mondo della difesa personale. La sua
evoluzione internazionale ha portato alla comparsa di diverse organizzazioni, metodologie e linee di
insegnamento. Tra queste si trova l’International Krav-Maga Institute IKMI, un’organizzazione che
ha sviluppato in Italia e ha esteso a livello internazionale un sistema di formazione che combina il
lavoro tecnico con aspetti fisici, psicologici e pedagogici. La particolarità di IKMI risiede nel
considerare il Krav Maga non solamente come un insieme di tecniche di combattimento, ma come
un sistema destinato a fornire al praticante strumenti per affrontare situazioni di pericolo, minaccia
o aggressione. La sua metodologia si basa sull’apprendimento di risposte rapide, sulla stimolazione
reattiva e sulla simulazione di situazioni che mirano ad avvicinarsi alle condizioni di un’aggressione
reale.
IKMI – Un sistema di difesa personale basato sulla realtà, sulla reazione e sull’adattamento.
Combina formazione tecnica, fisica e psicologica, con programmi civili e professionali.
KRAV MAGA: DALLE STRADE DI BRATISLAVA AL MONDO
LA STORIA E LA VISIONE DELL’INTERNATIONAL KRAV MAGA INSTITUTE

  1. Le origini: Imi Lichtenfeld e la nascita di un sistema di sopravvivenza. Non si può comprendere
    l’International Krav Maga Institute senza partire dalle sue radici più profonde.
    Il Krav Maga nasce dall’esperienza di Imre Emerich Lichtenfeld, conosciuto come Imi Sde-Or
    (Budapest, 26 maggio 1910 – Netanya, 9 gennaio 1998), artista marziale e militare israeliano,
    fondatore del metodo di combattimento e autodifesa krav maga.
    Cresciuto a Presburgo, l’attuale Bratislava, figlio di un acrobata di circo e di un ispettore capo di
    polizia, Imi fu campione di lotta e boxe. Negli anni ’30, le persecuzioni naziste lo costrinsero a
    mettere le sue abilità al servizio della difesa dei quartieri ebraici. Fu proprio questa esperienza che
    fece comprendere a Imi che la lotta di strada è una situazione molto diversa dalla competizione
    sportiva.
    Dopo una fuga piena di avventure verso la Palestina, nel 1944 partecipò alla costituzione del
    neonato esercito israeliano, addestrando diverse unità d’élite dell’Haganà e del Palmach. Dopo la
    nascita dello Stato di Israele nel 1948, divenne istruttore capo di addestramento fisico delle Forze di
    Difesa Israeliane, introducendo un sistema efficace e facile da apprendere in poco tempo: il krav
    maga.
    Dopo essersi ritirato dal servizio militare nel 1964, Imi iniziò ad adattare il krav maga come metodo
    di difesa personale, estendendolo anche alle forze di polizia e alla popolazione civile, a persone di
    entrambi i sessi e di qualsiasi età. Nel 1978 fondò l’I.K.M.A. (Associazione Israeliana di Krav
    Maga). A partire da quel nucleo, il sistema si è evoluto fino a diventare ciò che oggi si riconosce
    come il sistema di combattimento e protezione più pragmatico al mondo: breve, essenziale, basato
    su reazioni istintive e movimenti naturali.
  2. La nascita dell’IKMI e il sigillo dell’Istituto Wingate
    In questo contesto storico nasce nel 1999 l’International Krav Maga Institute (IKMI).
    Fondato in Francia da riconosciuti esperti internazionali in Krav Maga, Kapap e tecniche operative
    di sicurezza, con esperienza professionale nel settore, l’IKMI si è costituito fin dalla sua creazione
    come federazione internazionale.
    Infatti, fin dalle sue origini, l’IKMI è presente non solo in Francia, ma anche in Italia dal momento
    della sua creazione.
    Ciò che distingue l’IKMI dalle altre entità è il suo riconoscimento istituzionale. L’IKMI è una
    federazione internazionale riconosciuta dall’Istituto Wingate di Israele, poiché i suoi esperti si sono
    formati in questo istituto. L’Istituto Wingate è l’organismo statale israeliano di formazione sportiva,

la culla del Krav Maga, l’università nazionale dello sport dove si formano i quadri militari e civili
israeliani.
Il legame non è solo formale. Per la prima volta in Europa, l’Istituto Wingate ha scelto IKMI per
rappresentarla ed organizzare dei seminari ufficiali con i loro migliori istruttori. Un riconoscimento
che certifica la fedeltà tecnica e didattica al sistema originale.
La filosofia formativa di IKMI si basa su corsi e workshop modulari che permettono di applicare le
tecniche apprese fin dalle prime lezioni, con allenamenti tenuti esclusivamente da personale docente
di comprovata esperienza e in costante aggiornamento. L’idea che permea lo sviluppo del sistema
IKMI è quella della precisione e della rapidità dei movimenti.
3. Una rete globale: dalla base NATO di Norfolk alla Legione Straniera
Se il Wingate è il cuore, il mondo è il campo d’azione di IKMI. Quella che un tempo era una
“piccola” federazione è oggi una rete presente in oltre 23 paesi e 4 continenti.
Nord America e Nord Atlantico: Negli Stati Uniti, IKMI è presente con programmi di formazione
operativa nella base NATO di Norfolk (Virginia), il più grande comando strategico dell’Alleanza
Atlantica, dove opera insieme a personale militare internazionale. Presenza consolidata anche in
Canada, con centri di addestramento dedicati alle forze dell’ordine.
Europa: in Francia, nella mitica Legione Straniera di Calvi (Corsica) — 2º Reggimento
Paracadutisti —, IKMI ha impartito corsi di addestramento al combattimento corpo a corpo. Oltre
che in Francia, la federazione è radicata in Germania, Spagna, Austria, Portogallo, Lussemburgo,
Romania e Bosnia-Erzegovina, dove la crescita è particolarmente significativa nel settore civile e
delle forze dell’ordine. La federazione è presente anche in Israele, dove mantiene un contatto diretto
con la fonte.
Territori d’oltremare e Mediterraneo: La vocazione francofona ha portato IKMI sull’isola di La
Riunione e sull’isola di Martinica, avamposti strategici per la sua espansione nei Caraibi e
nell’Oceano Indiano.
Africa e Asia: Una delle frontiere più importanti è quella africana: Camerun, Madagascar, Marocco
e Costa d’Avorio sono oggi centri attivi con istruttori nazionali formati direttamente dagli esperti di
IKMI. In Asia, la presenza in Cina rappresenta un ponte culturale di enorme valore, dove il Krav
Maga si unisce alle tradizioni marziali millenarie con un approccio moderno e professionale.
In tutti questi paesi, oltre che in Francia, la federazione è presente dal momento della sua creazione,
così come in molti altri, tra cui Israele, Germania, Bosnia-Erzegovina, Stati Uniti, Spagna e
Romania. A questi si sono aggiunti negli ultimi anni i nuovi territori africani e asiatici.
I programmi spaziano dal Krav Maga civile alla formazione specializzata: Tecniche Operative per
professionisti della sicurezza, Kapap Lotar per militari, Technical Knife, Technical Baton, Krav
Maga per Donne, Protezione Terzi, ecc.
4. Il presidente: il Maestro Antonio Monsellato
A capo di questa struttura internazionale si trova il Maestro Antonio Monsellato.
Monsellato è presidente dell’IKMI (International Krav Maga Institute) ed esperto internazionale di
Krav Maga. Come riportato dalla stampa nazionale in occasione del Summer Camp di Lido
d’Abruzzo, è presidente internazionale dell’IKMI, fondatore dell’Istituto 27 anni fa e pioniere nella
diffusione di questa disciplina in numerosi paesi, anche fuori dall’Europa.
Il Maestro Monsellato ha basato la sua carriera sulla combinazione di rigore tecnico e metodologia
didattica. Ha svolto la sua formazione docente prima in Francia e, successivamente, in Israele nel
2010, presso l’Istituto Wingate, allenandosi con le massime autorità militari della disciplina.
Sotto la sua presidenza, l’IKMI ha mantenuto un principio non negoziabile: l’istruttore non è un
venditore di gradi, ma un educatore. Da anni promuove corsi specifici rivolti a tutti gli insegnanti al
fine di garantirne la formazione continua.
Insieme al Maestro Monsellato, altri esperti hanno contribuito alla sua crescita, tra cui:
Francesco Furchì, Massimo Panerai, Matteo Moreo, Octavio Valle Heras, Vincenzo Fiore, Olivier

Decoster, Peter Taubert, Sasha Tomanic, Jean-François Deletre, Jean Emmanuel-Emile, Nunes
Helder, Kouacou Bah Alex, Stéphane Abenelang Nti, Fréderic Hamel, Paolo Giordano, Jenny
Brideau, Gilda Giorgini, Katrin Taddeo e altri che sarebbe troppo lungo nominare qui.
5. Il futuro: l’espansione in corso
IKMI non è un punto di arrivo, ma un cantiere in costruzione. L’espansione in corso per il biennio
2026-2027 segue tre assi strategici:

  1. Standardizzazione accademica: Ikmi sta portando avanti moduli di psicologia del
    combattimento e biomeccanica applicata.
  2. Specializzazione settoriale: Crescono le sezioni di Woman Krav Maga, con referenti
    nazionali di alto livello, e i corsi per professionisti civili in situazioni ad alto rischio (sanità,
    sicurezza privata, spray al peperoncino), mantenendo una chiara distinzione tra la
    preparazione civile e la preparazione operativa militare.
  3. Nuove frontiere geografiche: Dopo il consolidamento in Africa Occidentale, l’obiettivo è
    l’apertura di centri accademici in Senegal e Ghana, e il rafforzamento del polo asiatico con
    un centro di formazione permanente nella scuola Shaolin Tagou di Dengfeng, nella
    provincia di Henan, la più grande della Cina.
    In un’epoca in cui molte arti marziali si sono trasformate in sport, l’IKMI rivendica la sua origine:
    un sistema nato in strada, forgiato in guerra e perfezionato in accademia. Come diceva Imi, non per
    renderci più aggressivi, ma per poter tornare a casa sani e salvi.
    International Krav Maga Institute: misura, serietà ed efficacia.
    La particolarità di IKMI risiede nel considerare il Krav Maga non solamente come un insieme di
    tecniche di combattimento, ma come un sistema destinato a fornire al praticante strumenti per
    affrontare situazioni di pericolo, minaccia o aggressione. La sua metodologia si basa
    sull’apprendimento di risposte rapide, sulla stimolazione reattiva e sulla simulazione di situazioni
    che mirano ad avvicinarsi alle condizioni di un’aggressione reale.
    Questa concezione risulta particolarmente interessante dal punto di vista della difesa personale: una
    situazione reale non si sviluppa su un tatami, con distanze e movimenti perfettamente conosciuti, né
    permette al difensore di scegliere previamente la tecnica che desidera applicare. Per questo, una
    delle grandi sfide dell’allenamento consiste nel trasformare la conoscenza tecnica in una risposta
    efficace sotto stress.
    Il suo modello formativo si struttura mediante corsi regolari e diversi moduli e seminari
    specializzati. Questa struttura permette all’allievo di acquisire progressivamente le abilità di base e,
    successivamente, di poter approfondire aree concrete di applicazione. L’organizzazione differenzia,
    inoltre, tra l’insegnamento rivolto al pubblico civile e determinati programmi orientati a
    professionisti della sicurezza, corpi di polizia e personale militare. Questa differenziazione è
    importante perché le esigenze di un cittadino che cerca di migliorare la sua capacità di
    autoprotezione non sono necessariamente le stesse di quelle di un professionista che deve
    intervenire nell’ambito delle sue competenze lavorative.
    Da una prospettiva tecnica, questa specializzazione costituisce uno degli aspetti più interessanti del
    modello IKMI.
    Dal sapere tecnico alla capacità di risposta
    Una delle difficoltà abituali nell’insegnamento della difesa personale consiste nel far sì che l’allievo
    non dipenda esclusivamente dalla memoria. Apprendere una sequenza di movimenti è relativamente
    semplice quando il compagno collabora e la situazione è prestabilita. Molto più complesso è far sì
    che quella risposta emerga quando c’è incertezza, stress, movimento, perdita di equilibrio, fatica o
    una percezione incompleta della minaccia. IKMI propone appunto una metodologia basata

sull’apprendimento istintivo e sulla stimolazione reattiva, incorporando simulazioni di situazioni
reali all’interno della sua formazione.

Per IKMI è una questione fondamentale:
La difesa personale non consiste unicamente nel sapere cosa fare, ma nell’essere capaci di farlo
quando è realmente necessario. In questo senso, l’allenamento deve progredire da situazioni
semplici e controllate verso scenari che incorporino progressivamente maggiore incertezza.
L’obiettivo non è generare paura nell’allievo, ma insegnargli a gestire la risposta di fronte a una
situazione di pressione.
L’importanza della psicologia
La componente psicologica acquisisce un’importanza speciale all’interno della concezione di IKMI.
Un’aggressione non inizia necessariamente con il primo colpo. Prima possono esserci segnali di
minaccia, cambiamenti nella distanza, linguaggio del corpo, provocazioni, intimidazione verbale o
un’escalation progressiva del conflitto. Per questo motivo, la preparazione deve iniziare prima del
confronto fisico. Il programma di formazione istruttori IKMI include materie relative alla legittima
difesa, agli atti di coercizione, legittima difesa, agli aspetti psicologici di un’aggressione, alla
distanza di sicurezza e alla comunicazione.
Questo orientamento permette di comprendere che la difesa personale ha diversi livelli:
prevenzione → rilevamento → comunicazione → evasione → protezione → risposta fisica →
uscita dalla situazione. La tecnica fisica dovrebbe comparire quando le circostanze lo rendono
necessario e all’interno del quadro della legittima difesa.
La distanza come elemento tattico
In qualsiasi scontro, la distanza costituisce una variabile fondamentale. A distanza lunga esiste
maggiore capacità di anticipazione e di spostamento. Man mano che la distanza diminuisce, il
tempo disponibile per reagire si riduce. Per questo, il praticante deve imparare a interpretare la
distanza non solamente come un concetto tecnico, ma come uno strumento di sicurezza. Una buona
metodologia dovrebbe insegnare all’allievo a riconoscere: quando può abbandonare la situazione;
quando deve aumentare la distanza; quando esiste rischio di perdita di controllo; quando
un’aggressione è imminente; e quando risulta necessario proteggersi fisicamente.
Questa prospettiva trasforma il Krav Maga in qualcosa di più ampio di una collezione di colpi,
blocchi o lussazioni. La finalità ultima è risolvere una situazione di pericolo nel modo più sicuro e
proporzionale possibile.
Una formazione progressiva
Uno degli aspetti rilevanti del sistema IKMI è l’esistenza di una progressione tecnica.
L’organizzazione stabilisce diversi livelli di apprendimento e un itinerario specifico per coloro che
desiderano diventare istruttori. L’allievo che inizia da zero può aver bisogno di circa cinque anni per
raggiungere il livello richiesto per iniziare determinate tappe di formazione come istruttore.
IKMI contempla la figura dell’assistente istruttore e successivamente la formazione specifica di
istruttore. Particolarmente interessante è il periodo di pratica: per almeno un anno, il futuro
istruttore deve lavorare insieme al suo istruttore di riferimento, preparando e sviluppando lezioni.
Questa idea riflette una filosofia importante: saper eseguire una tecnica non significa
necessariamente saperla insegnare. Un buon istruttore deve comprendere il movimento, saperlo
spiegare, individuare gli errori, adattare l’insegnamento all’allievo e, soprattutto, trasmettere una
cultura di sicurezza e responsabilità.

L’istruttore come educatore:
In IKMI l’istruttore, oltre a essere un buon tecnico, deve essere fondamentalmente un
educatore/formatore (Saper trasmettere).
Nella difesa personale, l’istruttore ha una responsabilità superiore alla semplice trasmissione di
abilità di combattimento. Una tecnica eseguita male può provocare lesioni; un insegnamento
scorretto può generare un falso senso di sicurezza; e un’interpretazione sbagliata della legittima
difesa può avere conseguenze giuridiche.
Per questo la formazione dell’istruttore deve includere conoscenze di: metodologia d’insegnamento;
preparazione fisica; psicologia; comunicazione; primo soccorso; aspetti legali; gestione dello stress;
struttura della sessione; correzione degli errori. L’attuale programma di formazione istruttori di
IKMI contempla proprio materie come metodologia dell’insegnamento, struttura di una lezione,
correzione degli errori, primo soccorso, psicologia dell’aggressione e legittima difesa.
L’allenamento tecnico
Dal punto di vista tecnico, il Krav Maga IKMI affronta diverse situazioni di difesa. La formazione
specializzata dei suoi istruttori contempla aree come difesa contro minacce con coltello, tecniche
difensive con bastone, difesa a terra, protezione di terzi, anti-aggressione femminile, difesa in spazi
ridotti e determinati contenuti specifici per professionisti.
Tuttavia, il vero valore di questo tipo di contenuti non dovrebbe misurarsi per la spettacolarità delle
tecniche. Risulta più interessante analizzare i principi che permettono a una tecnica di funzionare.
Possiamo evidenziare: Semplicità, Ridurre il numero di decisioni necessarie quando lo stress
aumenta, Economia di movimento, Evitare movimenti inutili che consumano tempo ed energia,
Protezione, La difesa deve avere come priorità proteggere le zone vulnerabili. Continuità, un’azione
difensiva non dovrebbe dipendere dal fatto che l’aggressore rimanga immobile, adattamento, se la
prima risposta non funziona, il praticante deve essere capace di modificarla.
Controllo emozionale, La capacità tecnica perde valore se l’allievo non può gestire lo stress.
Il lavoro sotto pressione
Uno degli elementi che differenzia una lezione convenzionale da un allenamento orientato alla
difesa personale è l’introduzione progressiva della pressione, l’allievo può conoscere perfettamente
una tecnica quando lavora lentamente e con un compagno collaborativo. Tuttavia, la situazione
cambia quando compare il movimento, la fatica, il rumore, l’incertezza o l’opposizione.
Per questo, la progressione metodologica dovrebbe rispettare una sequenza: tecnica → movimento
→ opposizione progressiva → stress → scenario.
La difficoltà deve aumentare in maniera controllata, non si tratta di trasformare ogni allenamento in
un combattimento, al contrario l’allenamento deve essere sufficientemente sicuro per permettere
all’allievo di imparare, ma sufficientemente realistico affinché la risposta acquisita abbia transfer.
Questa questione è particolarmente importante nel Krav Maga IKMI: l’obiettivo non è vincere un
combattimento sportivo, l’obiettivo è sopravvivere a una situazione di pericolo e uscirne.
Krav Maga e realtà
Il concetto di “realtà” si utilizza con frequenza nelle arti di difesa personale, tuttavia, deve essere
maneggiato con prudenza, un’aggressione reale è imprevedibile, può prodursi in un luogo stretto, su
una superficie irregolare, con più di un aggressore, con una persona protetta che deve essere
evacuata o quando il difensore è stanco o distratto, per questo nessun sistema può garantire che una
determinata tecnica funzioni sempre, ciò che invece può fare il sistema di allenamento IKMI è
aumentare le possibilità di risposta mediante:
preparazione fisica; automatizzazione dei movimenti; presa di decisioni; percezione; controllo
emozionale; allenamento progressivo; simulazione. La filosofia di IKMI di utilizzare situazioni
simulate e allenamento reattivo cerca appunto di avvicinare l’apprendimento a quelle circostanze.

La specializzazione professionale
IKMI ha sviluppato anche programmi specializzati destinati a professionisti, la sua struttura include
contenuti come Krav Maga Police, Tecniche Operative, Close Protection, CQB, difesa in ambienti
ristretti e guida operativa, tra gli altri. International Krav Maga Institute – qui appare una differenza
fondamentale rispetto all’allenamento civile, un professionista della sicurezza ha funzioni,
responsabilità e limitazioni specifiche, non può trasferire automaticamente alla sua attività
professionale tutto ciò che apprende in una lezione di difesa personale, la formazione professionale
deve essere integrata con le procedure proprie del posto di lavoro, la legislazione applicabile, il
coordinamento con altri agenti e i protocolli di intervento, per questo risulta particolarmente
importante che l’allenamento tecnico vada accompagnato da formazione giuridica, psicologica e
operativa.
La difesa della donna
Un’altra delle aree contemplate da IKMI è il Women Krav Maga, orientato specificamente alla
prevenzione e difesa contro le aggressioni verso le donne.
Un programma di queste caratteristiche non dovrebbe basarsi unicamente sull’aumento della
capacità fisica, la prevenzione, l’individuazione di situazioni di rischio, l’utilizzo della voce, il
mantenimento della distanza, la presa di decisioni e la capacità di abbandonare una situazione
potenzialmente pericolosa sono elementi essenziali, l’allenamento deve adattarsi inoltre alle
caratteristiche fisiche e psicologiche di ogni persona, proprio per questo, il buon istruttore non
insegna esattamente la stessa cosa a tutti i suoi allievi, insegna principi comuni e ne adatta
l’applicazione all’individuo.
La sua metodologia pone l’accento sulla reazione, sull’apprendimento progressivo e sulla
simulazione di situazioni che cercano di avvicinarsi alle circostanze di un’aggressione reale,
parallelamente, la sua struttura formativa concede un’importanza considerevole alla preparazione
degli istruttori, intendendo che insegnare difesa personale implica una responsabilità che va ben
oltre il dimostrare una tecnica.
Una metodologia che deve anche evolvere. Il Krav Maga è nato come un sistema orientato a
risolvere problemi concreti di combattimento e difesa, tuttavia, le società cambiano e cambiano
anche le minacce, per questo, qualsiasi sistema di difesa personale che pretenda di rimanere attuale
ha bisogno di rivedere periodicamente i suoi metodi. IKMI propone una formazione mediante corsi
regolari, seminari e moduli specializzati, che permette di ampliare progressivamente le competenze
dei suoi istruttori.
Nella sua attività attuale troviamo, ad esempio, seminari e corsi relativi a tecniche di polizia, difesa
urbana e altre aree specifiche, il calendario ufficiale include attività internazionali e diversi
programmi di formazione.
Questa capacità di aggiornamento è particolarmente importante, la tradizione fornisce i principi,
l’esperienza fornisce la conoscenza, la ricerca e la pratica permettono di evolvere.
Il valore che IKMI dà ai seminari è molto importante, per IKMI, i seminari hanno una funzione
importante all’interno dell’organizzazione tecnica, permettono ad allievi e istruttori di uscire dalla
loro routine abituale e di allenarsi con diversi insegnanti, compagni e metodologie, inoltre,
favoriscono lo scambio di esperienze. IKMI organizza regolarmente stage e corsi specializzati,
questo tipo di attività permette di mantenere una comunità tecnica attiva e facilita l’aggiornamento
delle conoscenze.
Oltre la tecnica
Forse, uno degli aspetti più interessanti del Krav Maga IKMI è proprio ciò che non appare in una
fotografia spettacolare di una tecnica, la difesa personale inizia molto prima del contatto fisico,
inizia con la capacità di osservare, continua con la capacità di interpretare, dopo appare la capacità
di decidere, e solamente quando risulta necessario arriva l’azione fisica. Per questo il vero progresso

di un praticante non dovrebbe misurarsi unicamente per il numero di tecniche che conosce, un
allievo avanzato dovrebbe essere capace di evitare più conflitti, riconoscere prima le situazioni di
rischio e prendere decisioni migliori, la tecnica fisica è uno strumento, non è l’obiettivo finale.
Conclusione
Il Krav Maga sviluppato dall’International Krav-Maga Institute presenta una concezione ampia della
difesa personale, in cui la tecnica si integra con la preparazione fisica, psicologica e pedagogica.
Da una prospettiva tecnica, possiamo riassumere la filosofia di IKMI in un’idea: la difesa personale
non consiste nell’imparare a lottare; consiste nell’imparare a rispondere correttamente davanti a una
situazione di pericolo, e quella risposta include saper prevenire, comunicare, evitare, scappare,
proteggersi e, unicamente quando sia necessario, utilizzare gli strumenti fisici appresi,
quell’approccio converte il Krav Maga IKMI in una disciplina particolarmente interessante da
analizzare dal punto di vista della formazione marziale moderna.
O.V.H.